Cilento
domenica 18 novembre 2012
domenica 17 giugno 2012
lunedì 20 febbraio 2012
lunedì 14 marzo 2011
Patrimoni del Cilento: IL MULINO DI MONTECORICE

Alle pendici del Monte della Stella, a ridosso dell'abitato di Montecorice, su di un colle, a circa 200 metri sul livello del mare, esiste quasi intatto un vecchio mulino a vento; siamo sul colle della Madonna delle Grazie, così chiamato per la presenza di una piccola cappella quivi esistente, lungo lo spartiacque tra il Rio Roviscelli e il Rivo dell'Arena, fra le terre di case del Conte e quelle di Montecorice; un punto panoramico di grande interesse dove il vento diponenete, il libeccio, è presente per la maggior parte dell'anno. Lungo la dorsale di queste pietrose colline interne si sviluppa l'antico percorso di crinale che un tempo colegava due importanti conventi, quello di Sant'Angelo a Montecorice e quello di sant'Arcangelo a Perdifumo. Più a Sud, non molto lontano, vi è un'altra località il cui toponimo fa riferimento all'esistenza di un Mulino a vento: è il vertice di un'amena e ridente collina detta Sierra del Mulino a Vento da un mulino quivi esistente e dove, verso l'ottavo secolo, fu edificato l'antico abitato di Pollica. Oggi non ne rimane nessuna traccia anche se dalla documentazione scarsa rinvenuta è da ritenere che fosse stato realizzato prima del XIX secolo.L'esistenza del mulino a Montecorice è dunque particolarmente importante perchè ne rappresenta sia una rara testimonianza in Italia sia l'unico esempio in tutto il Cilento e, al pari di ogni altro bene culturale, appartenente a quel diffuso patrimonio di archeologia industriale, il suo recupero risulta fondamentale per conservare uan parte di storia e di cultura di questo territorio.Vogliamo ricordare ai lettori che Giuseppe Florio ne:"L'ingegnere mugnaio" (Napoli, 1871) così si espresse sui mulini a vento: "I molini a vento sono ormai divenuti rarissimi in Italia e solo in Sicilia ed in sardegna se ne trova ancora qualche vestigia".Onore quindi a Francesco Volpe di Montecorice che ebbe il coraggio di buttarsi in un'avventura certamente impegnativa e dispendiosa economicamente quando decise di impiantare un mulino a vento sulle colline del paese.Egli rimase affascinato da queste strutture durante un suo viaggio in Sicilia in cui le potè vedere in tutta la loro efficienza lungo il litorale di Trapani e qui gli balenò l'idea di acquistarne uno.Il mulino, con tuti gli ingranaggi fu poi trasportato via mare dalla Sicilia fino al porto di Napoli da cui poi proseguì il viaggio su terra fino a Montecorice.

Testo ed immagini tratti dalla pagina Montecorice di Facebook
domenica 9 agosto 2009
Poesia in dialetto prignanese : Lo Focone
LO FOCONE.
Come era bello na vota cagliendare
tutti attuorno a no scuro focolare,
lo nonno che stia sempe attizzare
per fare meglio le lleona vrusciare.

Pure mammarella se venia assettare
ngoppa lo vango pe’ se scardare
e lo cottone se mettia allascare
pecchè meglio roppo lo potia filare.
Come era bello na vota cagliendare
tutti attuorno a no scuro focolare,
lo nonno che stia sempe attizzare
per fare meglio le lleona vrusciare.

Pure mammarella se venia assettare
ngoppa lo vango pe’ se scardare
e lo cottone se mettia allascare
pecchè meglio roppo lo potia filare.

Prima lo arrotolava a la conocchiella
e co’ na botta a lo fuso co’ la rotella
rotanno attorcigliava lo filillo
ca se facia scorre miezzo a lo iritillo.
Pure la mamma mettia a cucinare,
indo lo stufaturo sentivi croccolare,
nu poco re tutto nge facia vollire
e l’addore la fame te facia venire.
Tanno, tutto co’ sto focone s’avia fare
no servia solo pe’ te cagliendare
puro la cennere avia servire
pe’ fare meglio li panni ianghiare.
Antonio De Concilio
Premio Alento 1995
Prodotti tipici:i fichi bianchi del Cilento

La coltivazione del fico nel Cilento risale molto probabilmente al IV secolo a. C., ed in passato i fichi erano usato per la preparazione di tisane in grado di combattere alcuni problemi di salute, quali le afte o le angine. Ancora oggi i fichi, grazie alle loro importanti qualità terapeutiche, sono utilizzati in preparati dietetici e in campo erboristico.II fico bianco del Cilento presenta una buccia rugosa di colore giallo-verde, una polpa abbondante e pastosa e un gusto molto dolce. Se ne producono mediamente circa 8000 tonnellate all'anno. La produzione migliore si ottiene a fine estate. Le preparazioni a base di fico bianco del Cilento sono numerosissime. I fichi possono essere mangiati fresco, essiccati ( una volta venivano essiccati al sole ) o trasformati in sciroppo.Il fico secco è una produzione tipica: viene preparato in vari modi, anche ripieno di noci, mandorle, scorza di arancia e limone ( i cosiddetti “impaccati” ), o ricoperto di cioccolata.

El cultivo de la higuera en el Cilento, probablemente se remonta al siglo IV a. C., y los higos en el pasado se utilizaron para la preparación de infusiones para combatir determinados problemas de salud como la angina de pecho o Previa. Incluso hoy, los higos, gracias a su importancia terapéutica, se utilizan para el control del peso y en erboristeria. El higo blanco del Cilento presenta una piel arrugada de color amarillo-verde, una pulpa abundante y pastosa y un sabor muy dulce. Se produce en promedio alrededor de 8000 toneladas anuales. La producción se logra mejor a finales del verano. Preparaciones a base de higos blancos del Cilento son numerosas. Los higos pueden comerse frescos, secos (una vez que se seca al sol) o transformados en jarabe.La producción de higos secos es típica: se prepara de varias formas, incluido el relleno de nueces, almendras, cáscara de naranja y limón (el llamado "empaquetadas"), o cubiertos con chocolate.

L'Oasi Fiume Alento

Dichiarata nel 1998 dall’UNESCO “patrimonio dell’umanità”per la sua ricchezza dal punto di vista della biodiversità. Ospita diverse specie di animali selvatici dell’Appennino come la lontra e il martin pescatore (simbolo dell’oasi). Inoltre, al suo interno, accoglie la diga Alento, polo idrico di importanza strategica che è possibile visitare accompagnati dalle guide.
Immersa nel cuore del Parco nazionale del Cilento, la diga offre la vista di una natura incontaminata, dove e' possibile fare una gita in battello per ammirarla tutto l'ambiente naturale e il pesaggio caratteristico. Il territorio offre la possibilità di praticare varie attività: il trekking, passeggiate a cavallo, mountain-bike, canottaggio sul lago, bird-watching e pesca sportiva.
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