lunedì 14 marzo 2011

Patrimoni del Cilento: IL MULINO DI MONTECORICE


Alle pendici del Monte della Stella, a ridosso dell'abitato di Montecorice, su di un colle, a circa 200 metri sul livello del mare, esiste quasi intatto un vecchio mulino a vento; siamo sul colle della Madonna delle Grazie, così chiamato per la presenza di una piccola cappella quivi esistente, lungo lo spartiacque tra il Rio Roviscelli e il Rivo dell'Arena, fra le terre di case del Conte e quelle di Montecorice; un punto panoramico di grande interesse dove il vento diponenete, il libeccio, è presente per la maggior parte dell'anno. Lungo la dorsale di queste pietrose colline interne si sviluppa l'antico percorso di crinale che un tempo colegava due importanti conventi, quello di Sant'Angelo a Montecorice e quello di sant'Arcangelo a Perdifumo. Più a Sud, non molto lontano, vi è un'altra località il cui toponimo fa riferimento all'esistenza di un Mulino a vento: è il vertice di un'amena e ridente collina detta Sierra del Mulino a Vento da un mulino quivi esistente e dove, verso l'ottavo secolo, fu edificato l'antico abitato di Pollica. Oggi non ne rimane nessuna traccia anche se dalla documentazione scarsa rinvenuta è da ritenere che fosse stato realizzato prima del XIX secolo.L'esistenza del mulino a Montecorice è dunque particolarmente importante perchè ne rappresenta sia una rara testimonianza in Italia sia l'unico esempio in tutto il Cilento e, al pari di ogni altro bene culturale, appartenente a quel diffuso patrimonio di archeologia industriale, il suo recupero risulta fondamentale per conservare uan parte di storia e di cultura di questo territorio.Vogliamo ricordare ai lettori che Giuseppe Florio ne:"L'ingegnere mugnaio" (Napoli, 1871) così si espresse sui mulini a vento: "I molini a vento sono ormai divenuti rarissimi in Italia e solo in Sicilia ed in sardegna se ne trova ancora qualche vestigia".Onore quindi a Francesco Volpe di Montecorice che ebbe il coraggio di buttarsi in un'avventura certamente impegnativa e dispendiosa economicamente quando decise di impiantare un mulino a vento sulle colline del paese.Egli rimase affascinato da queste strutture durante un suo viaggio in Sicilia in cui le potè vedere in tutta la loro efficienza lungo il litorale di Trapani e qui gli balenò l'idea di acquistarne uno.Il mulino, con tuti gli ingranaggi fu poi trasportato via mare dalla Sicilia fino al porto di Napoli da cui poi proseguì il viaggio su terra fino a Montecorice.



Testo ed immagini tratti dalla pagina Montecorice di Facebook